Tutto su turismo, cultura e ambiente
Accedi Registrati

Accedi

Il carrello è vuoto
Il carrello è vuoto
Culto e tradizioni

Culto e tradizioni (5)

Fuochi d'Oriente

Foto Archivio Mame Times

L'antica tradizione delle "Farchie" di Fara Filiorum Petri ha un corrispondente molto simile che si svolge il 12 novembre a Sugakawa in Giappone, nella regione di Fukushima. A differenza di Fara, tuttavia, la tradizione di Sugakawa è legata alla commemorazione dei soldati che persero la vita in una battaglia che vide contrapposti, nel 1589, l'esercito del feudatario Daymio forte Date Masamune e i soldati a servizio di sua zia, Daijo-in proprietaria del castello di Sukagawa.
Foto di Gino Di Paolo

Il culto di San Sebastiano si diffuse in tutta Europa a partire dal IV secolo grazie al suo potere miracoloso contro i mali morali e fisici, ed era strettamente connesso con l'antica immagine di Apollo, come protettore contro le epidemie; i santuari dedicati a San Sebastiano erano collocati lungo le principali vie di comunicazione e ospitavano i pellegrini e i malati che imploravano anche San Leonardo e San Rocco.

Foto di Mauro Vitale

La figura di San Domenico Abate ha una posizione centrale nella cultura religiosa di Villalago che vanta la memoria del Santo monaco nel proprio territorio. La tradizione, suffragata da importanti documenti storici, tra cui le vite coeve scrit­te da Alberico e Giovanni, attribuisce a San Domenico la fondazione, nel 1017, del Monastero di San Pietro del lago, che ebbe una grande importanza nella valle del Sagittario dove, fino al XVI secolo, possedeva terre e fabbricati distribuiti in 15 celle e dipendenze.

Ogni anno accorrono a Cocullo, in occasione della festa di San Domenico abate, il primo maggio, migliaia di turisti attratti dalla presenza delle serpi esibite per le vie del paese e durante la processione e quando ornano la statua del Santo.

Le Farchie

Foto di Antonio Corrado

Fara Filiorum Petri, il cui toponimo riporta ai gastaldati longobardi, si innalza sulla vallata del fiume Foro. I suoi abitanti festeggiano la ricorrenza di Sant'Antonio Abate accendendo le farchie, enormi fasci di canne, come dice anche il nome derivante dalla voce araba afaca (torcia - fascio di canne), con una circonferenza di oltre un metro ed un'altezza che qualche volta supera i dieci.


In edicola

Iscriviti alla newsletter!